Agenda Digitale del Veneto

Digital divide e terzo settore

Contributo inviato dalla Cooperativa sociale Porto Alegre di Rovigo

 

L’integrazione tra l’Agenda digitale e gli altri strumenti di programmazione economica a sociale andrebbe ulteriormente rafforzata, anche al fine di una migliore messa in rete e integrazione delle risorse e degli interventi.

Il digital divide è un tema che può essere efficacemente incrociato con le politiche sociali e le misure, soprattutto di natura comunitaria, a sostegno del sistema di welfare. È un argomento contenuto nella Strategia 2020 dell’Unione Europea che indica tra le priorità la crescita intelligente, da attuare con l’Agenda digitale europea, e la crescita solidale, che rimanda alla Piattaforma europea contro la povertà e l’esclusione sociale volta l’agenda digitale come iniziativa faro utile a perseguire il contrasto dell’esclusione sociale, che è anche l’esclusione dalle tecnologie per l’informazione e la comunicazione.

È un tema che si intreccia con le mission, seppure un po’ sbiadite, delle organizzazioni di terzo settore e con i loro obiettivi di natura sociale e culturale. Ma è un tema che presenta anche risvolti immediatamente operativi e, nel caso delle imprese sociali, possibili aree di nuova occupazione e crescita. L’alfabetizzazione della fasce più marginali della popolazione possono essere svolte anche da organizzazioni di terzo settore, affiancando l’educazione digitale alle altre azioni socio educative e assistenziali.

Un altro spazio si può individuare nelle fasi di passaggio ad un ambiente digitale come, per esempio, la digitalizzazione degli archivi storici e correnti che potrebbero essere oggetto di affidamenti a cooperative sociali di inserimento lavorativo. Sono azioni che possono essere inserite a loro volta in progettazioni sociali legate a misure di intervento comunitario e che sono già state sperimentate, seppure con risultati ambivalenti, sul territorio nazionale.

Un altro ambito di lavoro che può coinvolgere il terzo settore si incrocia con la promozione della sanità digitale e, collegata a questa, del sociale e sociosanitario digitale.

Gli intrecci con i provvedimenti locali possono essere almeno due: il primo riguarda l’ultimo Piano di Zona dell’Azienda Ulss 18 di Rovigo in rete dei servizi sociali e socio sanitari con lo sviluppo dello Sportello Integrato e dell’informatizzazione dei servizi di assistenza domiciliare, servizi in cui il terzo settore è già presente e, soprattutto nel secondo caso, ha svolto un ruolo importante nella fase di realizzazione del software.

Sono esempi di digitalizzazione, peraltro, che possono inserirsi anche nei processi di riforma dei sistemi locali di welfare, determinati dall’obbligo di gestione associata delle funzioni sociali per i comuni sotto i 5mila abitanti. Processi, questi ultimi, che potrebbero portare ad una gestione dei servizi alla persona in area vasta, con un modello che ricalca l’organizzazione nei servizi sanitari. Un secondo intreccio può essere individuato nel Piano socio sanitario regionale citando mai l’agenda digitale, indica tra i propri obiettivi la completa informatizzazione della medicina e pediatria di base di famiglia. Un’evoluzione osservabile nel lavoro degli ambulatori territoriali e facilitato dalle esperienze di medicina di gruppo, pratiche per le quali vi è una previsione di ulteriore sviluppo con la promozione della Aggregazioni Funzionali Territoriali, che dovrebbero sostituire le Utap, e delle Medicine di Gruppo Integrate. Sono attività collocabili nell’ambito della cosiddetta medicina leggera, settore in crescita e nel quale vi è già un coinvolgimento delle imprese sociali, coinvolte soprattutto nelle attività di carattere logistico e ausiliario.

 

I programmi di sviluppo dell’Agenda digitale, in conclusione, potrebbero diventare un volano per la promozione di azioni volte al miglioramento della qualità della vita anche dei cittadini appartenenti alle fasce più deboli della popolazione, oltre che un’occasione di impegno e occupazione per le organizzazioni di terzo settore, con particolare attenzione per i lavoratori in condizioni di svantaggio sociale.

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